Fazzoletti di seta

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Nel vestiario tradizionale della Sardegna i fazzoletti, siano essi di seta, cotone, lana, dipinti o ricamati risultano essere un capo indispensabile. Venivano utilizzati come copricapo principalmente, ma la loro funzione non si esaurisca qui.

 In effetti in molti paesi della Sardegna, avevano anche la funzione di coprire il seno e di incorniciare i ricami della camicia, ma non solo. Infatti a seconda del paese, i fazzoletti potevano essere utilizzati come bandierine, posti a triangolo in canne opportunamente tagliate e ripulite, posti successivamente lungo le vie del paese per il passaggio delle processioni. La stessa tecnica veniva utilizzata per addobbare i carri della festa, trainati da buoi e successivamente da trattori. I mille usi dei fazzoletti sono da disconnettere anche alle molteplici varietà. Ognuna delle varietà sopracitate, ha un numero non definito di varianti, da utilizzare a seconda dell’età, del momento, dell'occasione. Potevano essere compere effettuate dopo duro lavoro o per occasioni particolari; potevano essere ricevuti da parenti, madrine o dalla famiglia dello sposo. Generalmente i fazzoletti di seta hanno sempre goduto, come tuttora, di un'attenzione particolare da parte di chi ne usufruiva, ma anche da semplici collezionisti. La seta è un materiale delicato, pregiato e luminoso. Per le occasioni più importanti (quali festività religiose, matrimonio o per la morte), di solito, sì prediligeva l'utilizzo di questi ultimi, proprio perché considerati di maggior pregio. Si era soliti conservarli con cura e tramandati alle generazioni future.

Tra i fazzoletti in seta, un tipo particolarmente di pregio era su mucadori a mata’n corru. Si tratta di fazzoletti la cui base in seta viene arricchita da fiori ricamati nei quattro angoli (da qui il nome), e al centro. La base si presenta di diversi colori: panna, giallo oro, color bronzo, marrone, rossicci e via dicendo. La fantasia ricamata può presentare mazzi di rose, rose singole, fiori di vario tipo. Risultano fazzoletti diffusi in molti centri della Sardegna, tenuti in grandissima considerazione, ormai molto ricercati e fortunatamente fatti riprodurre in maniera fedele dal Laboratorio Piroddu di Sennori.